La madre tossica-una relazione pericolosa

Non siamo nate mamme, non abbiamo avuto un libretto di istruzioni quando abbiamo deciso di mettere al mondo i nostri figli.

Imparare a diventare genitore

Abbiamo improvvisato, molto spesso abbiamo fatto tesoro… o danno dipende dagli insegnamenti delle nostre mamme, nonne, e così via da generazioni.

Il ruolo di mamma così tanto scontato, di scontato non ha proprio nulla, perché una madre per ogni figlio, assume un atteggiamento diverso che crea il ponte tra la propria vita e quella che mette al mondo, e che giorno dopo giorno si allontana sempre più dalla sua “pancia”. Se con un figlio bisogna adottare un certo atteggiamento, con un altro spesso talvolta risulta inadatto o addirittura controproducente.

Capita molto spesso, infatti di vedere fratelli o sorelle che sono poli completamente opposti e ci si domanda come è possibile?

Ed è proprio in quei casi che un  genitore pur mantenendo la stessa linea guida, deve assumere per ben amalgamarsi con le caratteristiche del figlio, un diverso modo di porsi.

Importante è comunque sempre conservare il ruolo di genitore.

Uno degli errori infatti che più comunemente una madre fa, nella speranza di costruire un rapporto sano e, creare così la complicità con un figlio,  è quello di fare l’amica.

Questo accade soprattutto nella fase adolescenziale

Noi siamo mamme, e non possiamo essere amiche.

Gli amici hanno un ruolo completamente diverso. La madre buona o pessima che sia è una figura a sè stante, non può e non deve essere intercambiabile. Talvolta deve rimanere nell’ombra, perché deve lasciare il posto all’amico, ma deve restare tale.

Ogni figlio deve sapere che, anche se sbaglia, può tornare indietro e lei ci sarà sempre.

Deve poter avere la consapevolezza che può contare su di lei, ma non deve dare per scontato che possa sempre dargli ragione…anzi deve sapere che se non lo dovesse ritenere opportuno non lo farà, perché è così che si aiuta un figlio a crescere.

La differenza che fa male

Ma come esistono figli diversi, esistono nel bene e nel male, madri che lo sono con un istinto innato, madri che imparano via via ad esserlo e diventano sempre più amorevoli e accudenti, ed esistono madri tossiche.

Le madri tossiche tendono ad essere maniache del controllo nei confronti dei propri figli, da quando sono bambini fino a quando sono degli adulti.

Manifestano in diversi modi questo potere sui propri figli, a volte esercitando pressione su tutto ciò che essi fanno, criticando tutto il loro operato se non è esattamente come suggerito, lavorando quindi sulla disistima del figlio. Il controllo giustificato dall’affetto è il peggior atto di iperprotezione, perché impedisce ai bambini di diventare autonomi, capaci e coraggiosi, ma soprattutto non gli permette di imparare dai propri errori.

Queste madri, possono essere opprimenti, invadenti, possono essere autocelebrative, e quindi di conseguenza non pongono l’attenzione sul bisogno del figlio, ma su ciò che esse si aspettano dal figlio.

Una madre tossica spesso nasconde una chiara mancanza di autostima e di autosufficienza che la porta a vedere nel figlio quell’ancora di salvezza da manipolare e controllare affinché rimanga per sempre al suo fianco colmando le proprie mancanze. 

Le persone che hanno una madre tossica sono sicuramente poco sicure di sé.

Hanno difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno senza aver prima ricevuto l’ok della madre.

Sono persone che difficilmente riescono a progettare un proprio futuro, che riescono ad esprimere e provare a realizzare un proprio sogno. Sono troppo forzatamente concentrate a realizzare quello della  propria genitrice, non tanto per il desiderio di farla felice, ma piuttosto per il timore delle conseguenze psicologiche che potrebbe creare una delusione.

Come fare per interrompere questo ciclo di tossicità?

Un figlio consapevole deve necessariamente  denunciare questo stato di cose, pur nella consapevolezza che farà del male a sua volta. Affidarsi ad un buon terapeuta, potrà senz’altro essere importante affinchè questo cordone ombelicale malsano, possa essere pian piano reciso, senza creare danni e fratture tra la madre ed il figlio.  In che modo?

Non sempre tagliare completamente i legami con la madre può essere la soluzione, bisogna lavorare sul riappropriarsi dei limiti. E’ fondamentale alzare dei paletti.

E’importante capire innanzitutto che è arrivato il momento per rendersi conto che il guscio a noi spesso anche comodo, vada abbandonato, seppur nella consapevolezza che inizialmente forse sarà più dura per il figlio, che non è assolutamente stato mai in grado di spiccare alcun viaggio da solo.

 Dovrà sentirsi responsabile delle proprie azioni una volta nella vita, e soprattutto sapere che se cade da solo si dovrà rialzare.

E sì la parte difficile è proprio del figlio, perché la madre è sofferente ma sarà più presa a combattere per tentare di recuperare l’ancora spezzata della dipendenza, piuttosto che rendersi conto che la nave è finalmente salpata senza di lei..

 

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