I love shopping!

Parliamo di shopping. Parliamone adesso sì perchè si avvicina il Natale, periodo per eccellenza per fare acquisti; perché adesso è un momento di grandi privazioni ed è quindi una valvola di sfogo ed è il famoso barattolo di marmellata che ci è stato  negato visto che molti negozi sono stati appena riaperti dopo un altro momento di lockdown, ed è quindi logico correre a comprare l’utile e soprattutto l’inutile…

Si perché è di questo di cui parlerò in questo articolo, il vizio spasmodico di fare shopping a tutti i costi, ossia lo shopping compulsivo.

Esso  è un disturbo che si caratterizza per quel bisogno esagerato di fare spese, quando è inutile e quindi non servirebbe affatto: in un certo senso, chi ne soffre non ha un reale bisogno di ciò che acquista.

L’acquisto più che altro è un impulso che non si riesce a controllare e ha come unico scopo quello di appianare uno stato di tensione, è una gratificazione in momento particolarmente frustrante della propria vita, è il senso di appagamento che non si riesce a trovare altrove.

Chi si ritrova puntualmente in magazzini e negozi a spendere in un primo momento prova sollievo, ma poco dopo arriva a provare sentimenti di colpa e questo, seppur possa sembrare un disturbo dell’ultimo secolo, era noto già nel diciannovesimo secolo: fu Kraepelin ad identificarlo, chiamandola oniomania.

Oggi in psicologia viene definito come Sindrome da shopping compulsivo e stiamo assistendo ad una crescita esponenziale di questo disturbo, infatti questa patologia sembra colpire il 6% della popolazione italiana.

Ma cosa si nasconde dietro questo disturbo?

In una società dove l’apparire è considerato molto più importante ed interessante, rispetto all’essere, e dove quindi il bene materiale, assume un ruolo di fondamentale importanza per l’accettazione dell’individuo in tanti se non addirittura in quasi tutti  gli ambienti, e laddove si chiede ormai all’uomo di essere sempre impeccabile nelle sue performance di vita, è diventato molto facile cadere in questa illusoria trappola di felicità.

Dietro questa forma di compulsione, potrebbe celarsi infatti un disagio più profondo, legato alla necessità di colmare un vuoto esistenziale che viene compensato con un qualcosa che solo apparentemente appaga, nascondendo però un’insoddisfazione più radicata.

Quando non si può acquistare, si entra in stato di stress.

Se da una parte però l’acquisto irrefrenabile, aiuta chi è affetto da questa sindrome , ad appagare come dicevamo prima i propri sentimenti di disagio e di inadeguatezza, risollevando, così l’umore, è anche vero che quando non è possibile acquistare per un qualche motivo qualsiasi, si cade ancora di più nell’ansia, e nello stress tipico della malattia che ha in fondo portato a tutto ciò. In definitiva è un gatto che si morde la coda.

L’era dell’acquisto on line, ha fatto sì che questo disturbo abbia ancora più presa. E’ facile anzi soprattutto quando si è a quei livelli altissimi di disagi, che non permettono alla persona di vivere la socialità, portando l’individuo a non riuscire nemmeno ad uscire di casa perché ci si sente assolutamente inadeguati a stare in pubblico, che esso appare come la panacea a tutti i mali. Basta un pc, un tablet, un cellulare, una carta prepagata ed il gioco è fatto…siamo felici!!!

Il blackfriday, fa la sua parte, induce ad azzerare poi il significativo senso di colpa che è una costante per chi è affetto da questo disturbo, perché è assurdo non approfittare dello sconto. Sarebbe quasi un’occasione persa della vita.

Le nuove dipendenze

La sindrome dello shopping compulsivo fa parte delle New addiction, ossia le nuove dipendenze. In questa categoria rientrano il  gioco compulsivo, le droghe, la dipendenza da internet, i social usati in maniera smodata, in definitiva tutto ciò che diventa ossessivo per l’illusoria ricerca del benessere, celano meccanismi disfunzionanti, in cui l’individuo è incapace di mitigare il comportamento nonostante le conseguenze negative che osserva nel suo funzionamento quotidiano.

Ecco  alcuni esempi:

Video giochi

  • Controllo … difficile se non forzato dal gioco
  • Stare … necessità di fare qualcosa
  •  Rabbia,  Odio, Aggressività … nel distruggere i nemici
  • Consistenza e Forza … illusorie, solo virtuali
  •  Autoaffermazione … solo nel proprio personaggio
  • Progettualità … solo sulla realtà virtuale
  • Condivisione … non concreta con l’altro

Ossessione del sesso

  • Sensazione illusoria di prendersi l’altro
  • Potere sull’altro (falsa consistenza)
  • Illusione di essere amati
  • Tentativo di calmarsi

Gioco d’azzardo

  • Autoaffermazione … bisogno di vincere

Abuso di droga e alcool

  • E’ una mescolanza di necessità di perdere il controllo e di avere sensazioni forti ed euforiche
  • Solleva dalle problematiche di contatto e condivisione con l’altro
  • Toglie le inibizioni come l’alcol
  • Dà  sensazioni euforiche come la dopami

Si può guarire da questa patologia?

Come per tutti gli estremismi e come per tutti i disagi psicologici, non esiste un farmaco o una soluzione immediata al problema.

Attraverso la psicoterapia si può uscire da questo tunnel, riconsiderando un po’ tutti i livelli di disagio della persona fino a far sì che i diversi disfunzionamenti possano esser man mano risolti.

Se pensi che anche tu fai parte di questa categoria di persone

Compila il modulo contatti e parlami di te.

 

Lascia un commento