Malattie autoimmuni e stress cronico
foto dal web- malattie autoimmuni e stress cronico

La Psicologia moderna guarda alla persona come ad un unico complesso sistema integrato, di conseguenza gli interventi sia di tipo preventivo che riabilitativo o curativo sono integrati:

cioè tengono conto del funzionamento complessivo dell’essere umano e delle interconnessioni tra i sistemi e gli apparati interni.

La perdita del benessere psicofisico ha tante forme e molte di queste le ho già trattate in articoli precedenti di cui vi lascio alcuni link.

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Tale perdita di benessere può sviluppare vere e proprie patologie come ad esempio le patologie autoimmuni.

Tra queste ricordiamo: malattie infiammatorie intestinali, psoriasi, artrite reumatoide, eccetera.

Molte ricerche scientifiche dimostrano come lo stress cronico abbia delle reali conseguenze sul funzionamento del sistema immunitario.

Lo stress cronico attiva il circuito dell’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene (IICS), il quale aumenta la secrezione di cortisolo.

Quest’ormone, anche conosciuto come ormone dello stress, se presente in quantità superiori alla norma provoca vari disturbi.

Gli stressors, ovvero gli elementi stressanti possono essere situazioni (per es. un lungo viaggio),

esperienze (per es. situazioni in cui provi emozioni intense)

o persone (per es. il capufficio, tua madre, ecc….)

e lo stress può essere di due tipi: eustress (eu: in greco, buono, bello)

o distress (dis: cattivo, morboso).

Io, tu e tutte le persone, reagiamo agli eventi stressanti in modo diverso,

questo perché ognuno di noi fa esperienze diverse ed ha proprie strategie più o meno efficaci e creative che ha imparato ad utilizzare anche in maniera inconsapevole.

Ma quando le nostre strategie non sono efficaci per dei funzionamenti che sono cronicamente alterati in noi, allora ci troveremo impreparati e vulnerabili sia fisicamente che psicologicamente.

Secondo il mio approccio terapeutico ogni individuo ha un proprio filtro Funzionale,

cioè ogni individuo attraversa un evento stressante (uno stressor) con tutto il proprio organismo:

sistema emotivo, sistema cognitivo, sistema fisiologico e sistema posturale.

Tutto quello che hai passato nella tua vita di negativo può però aver alterato questo filtro,

per cui non riesci a sopportare nemmeno eventi del tutto normali perché li vivi con troppa angoscia e ti risultano quindi stressanti;

ciò non fa altro che alimentare lo stress e farlo durare ancora più a lungo impedendoti di ritornare ad uno stato di calma e benessere: questo è lo stress cronico.

Esistono già studi che hanno posto l’accento sulla correlazione tra stress cronico e sviluppo di malattie autoimmuni.

Quindi è lecito pensare che, oltre ad una predisposizione genetica, i soggetti che sviluppano malattie autoimmuni vadano incontro ad una condizione di stress cronico

che, in maniera circolare, dispone poi maggiormente al rischio di contrarre malattie.

Cosa potrebbe accadere se tali soggetti presentassero delle alterazioni del filtro funzionale percettivo prima di sviluppare la malattia?

Non è difficile capire quanto la condizione di malattia cronica e degenerativa, come nel caso delle malattie autoimmuni, mantenga, alimenti una condizione di non benessere, di perdita di benessere nella persona.

Già di per sé qualunque condizione patologica comporta una quota di stress individuale ma anche familiare,

se poi ci mettiamo che la malattia non ha una possibilità di guarigione è naturale pensare che questa condizione rafforzi lo stress già esistente.

Guardando oltre i sintomi specifici delle malattie, che già limitano e pesano sulla salute e sul benessere psicofisico della persona,

possiamo anche vedere quanto la qualità della vita, la progettualità, le paure per il futuro siano fortemente correlate a questo stato fisico e mentale.

Per poter capire meglio quali sono le caratteristiche generali di una persona che ha una malattia cronica autoimmune degenerativa possiamo aiutarci andando a definire alcune funzioni presenti sui quattro livelli del sé.

A livello cognitivo simbolico ritroviamo i pensieri negativi sul futuro, su quanto sia cambiata la vita a causa della malattia;

ritroviamo una difficoltà a progettarlo questo futuro proprio perché così incerto, le fantasie negative gettano un velo nero di pessimismo sulla possibilità di migliorare e di valutare con calma le singole situazioni;

c’è un controllo molto alto tipico della condizione di stress.

A livello emotivo ritroveremo emozioni di sconforto, una fragilità ma anche una rabbia per essere stati colpiti dalla malattia; paura e stato di allerta costante per i sintomi cronici.

A livello fisiologico nelle malattie autoimmuni c’è uno squilibrio nei meccanismi di funzionamento; la stessa malattia può alterare le soglie del dolore;

il sistema digestivo oltre ad essere sollecitato dalla condizione di stress cronico subisce anche gli effetti collaterali dei farmaci;

possono essere presenti i dolori, un tono muscolare alterato, stati infiammatori, un alterazione del sistema cardiocircolatorio, sempre a causa delle terapie farmacologiche;

in conseguenza di tutto ciò le sensazioni si chiuderanno per cercare di sentire meno il dolore.

 A livello posturale muscolare possiamo trovare un irrigidimento dovuto sia da dolore fisico che dalla paura di farsi male, e una forza che non è vera, aperta ma è più che altro una resistenza, un resistere.

Come suggerito anche in un precedente articolo sulle malattie croniche, anche in questo caso ci avvaliamo della metodologia funzionale per intervenire sullo stato di stress cronico,

per ridurre i sintomi legati alla condizione di stress che, come abbiamo detto, influenza il decorso della malattia.

Le tecniche  funzionali con cui si lavora, permettono di recuperare sensazioni, ridanno la possibilità di percepire il proprio corpo
e di “lasciare”  senza paura, abbandonandosi alle mani del terapeuta esperto che tiene, che “prende” il paziente,   lo porta in una condizione di benessere e lo fa sentire protetto.
 L’esperienza di contenimento, di contatto ricettivo e nutritivo, restituisce calma, piacere, vitalità e gioia.
 La possibilità di allentare il controllo e di percepire sensazioni positive restituisce fiducia e una complessiva sensazione di maggior benessere
favorendo l’ accettazione della propria malattia cronica, stimolando la ricerca di soluzioni nuove adatte alle situazioni che di volta in volta si verificano
e che invece prima scoraggiavano e mettevano in difficoltà la persona.

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