Lo stress del malato cronico :10 punti importanti per una migliore qualità della vita.
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La terapia Funzionale e lo stress del malato cronico.
10 punti importanti per una migliore qualità della vita.


Lo stress del malato cronico. Avere una malattia cronica, subire un intervento invasivo con le cui conseguenze dover convivere tutta la vita,

scoprire di essere affetti da una malattia degenerativa o da un male per il quale non esiste una vera e totale guarigione

è la condizione in cui vivono moltissime persone e certamente è una condizione stressante.


Ho già parlato dello stress, delle sue cause e delle sue conseguenza, anche in ambito lavorativo, e della terapia Funzionale per la cura dello stress cronico.


Ricordo, (brevemente e in maniera semplificata,) che lo stress attiva il sistema nervoso simpatico mettendo in moto l’asse ipotalamo ipofisi cortico-surrene.


Se l’evento stressante che impatta l’organismo è breve e circoscritto potenzia la risposta immunitaria,

tuttavia quando questo stress si prolunga nel tempo, l’organismo si trova ad essere sottoposto a tutta una serie di squilibri ormonali che conducono a patologia.


La conseguenza primaria è la prolungata produzione di cortisolo.
L’aumento di tale ormone provoca squilibri più in generale sul metabolismo degli zuccheri dei grassi e delle proteine.


Altra conseguenza del permanere dello stato di stress deriva dalla mobilità delle cellule immunitarie.


Quando lo stress è acuto il sistema immunitario intensifica la propria attività di controllo e di riproduzione, tenendosi pronto per un’eventuale attacco.


Ma se continua a rimanere attivato, la riproduzione delle cellule può andare incontro più facilmente ad “errori” aggredendo come estranee parti di se stessi (malattie auto-immuni)

o portando all’eccesso le reazioni contro vari allergeni (allergie e infiammazioni).


Quando ci si trova a parlare di malattie che cambiano molto la vita di una persona, talvolta anche in maniera repentina,

si è subito concordi nel riconoscere l’importanza del supporto psicologico, ma non sempre questo supporto è poi realmente fruito.


Sia che si tratti di una malattia cronica o degenerative, sia che si tratti delle conseguenze irrimediabili di un intervento chirurgico e quindi tutte situazioni per cui lo stile di vita precedente deve per forza di cose essere modificato,


tutte queste condizioni portano con sé un senso di ineluttabilità, un rapporto stretto con la medicalizzazione ed un’attenzione maggiore al proprio corpo e ad ogni sintomo.


L’accettazione delle limitazioni che la patologia comporta è un lungo cammino che va da una fase iniziale di shock, rifiuto della situazione e autocommiserazione;


una fase successiva di transizione in cui l’angoscia è altissima e con essa il bisogno di supporto affettivo e sociale;


fino ad arrivare ad una fase auspicabile di accettazione dei limiti e rivalutazione degli affetti e dei valori della propria vita.


Per attraversare con successo queste inevitabili fasi, la psicoterapia Funzionale può dare un valido supporto andando a sostenere la persona nel trovare un nuovo equilibrio.


Ovviamente l’intervento è individuale e specifico per ogni persona e non è facile generalizzare perché ogni persona ha delle caratteristiche psicologiche di partenza proprie,


tuttavia è possibile ipotizzare quali possono essere le Funzioni e le Esperienze di Base che, se recuperate, possono dare un sostanzioso aiuto.

 

Ecco quindi i 10 punti importanti per una migliore qualità della vita.

• È ragionevole supporre che il primo intervento si deve svolgere sull’ aspetto “cognitivo”: bisogna, cioè, spiegare molto chiaramente cosa sta succedendo al proprio corpo.

Anche se questa fase sembra a totale appannaggio del medico che lo tiene in cura, non è da sottovalutare e dare per scontata,

perché molte volte i pazienti acquisiscono notizie confuse per la paura di fare “domande stupide”.

Logicamente la comunicazione aperta con il medico facilita e semplifica questo primo intervento.

• Dal momento che un soggetto nelle condizioni che stiamo indagando potrebbe sviluppare un’attenzione ossessiva ad ogni movimento interno, ad ogni sintomo e segno,

diventa fondamentale iniziare un lavoro sulle Sensazioni, per portare la persona a distinguere l’effetto dei farmaci e/o dell’avanzare della patologia da una normale attività fisiologica.


• Non è insolito che il malato per timore o per un senso di soggezione venga toccato poco, quindi un buon tocco è fondamentale;

un buon Contatto per far sentire sostegno e vicinanza e per aiutarlo con tecniche specifiche a lasciarsi andare nella respirazione.

Contemporaneamente sarà importante lavorare sul Controllo: la persona sente di dover controllare ogni aspetto della sua vita e questo non gli permette di allentare mai.


• Sarà utile per la persona in terapia acquisire una prospettiva diversa in cui la nuova condizione venga vissuta anche come risorsa e non solo come perdita,

per ritrovare la capacità di gioire delle piccole cose, capacità utile anche al fine di saper apprezzare i piccoli passi delle terapie fisica e psicologica.

• Anche lavorare sul recupero della Tenerezza potrebbe essere necessario, affinchè il malato ne abbia per se stesso e non si lasci andare,

e affinchè sia collaborativo con il medico e le strutture sanitarie.


• Nelle condizioni che stiamo prendendo in esame, la persona sperimenta, a volte per la prima volta, la sua fragilità e la necessità degli altri,

per questo è utile lavorare sul recupero della propria Forza morbida e aperta così da bilanciare il senso di dipendenza dagli altri che può schiacciare.

Quasi certamente la Progettualità risulta compromessa. Non è detto che ci debba essere una depressione, ma piuttosto una impossibilità di guardare al futuro.


• In molti casi ci saranno rigide prescrizioni sia farmacologiche che alimentari o di altro tipo, ed è importante lavorare sul piano cognitivo anche su questi aspetti

per far si che la persona stessa accetti profondamente e senta che quelle cose sono importanti e vanno rispettate.

• Anche qui una buona collaborazione con il medico che dà tutte le spiegazioni possibili e ripetute se necessario,

senza dare per scontato che alcune nozioni siano ovvie e che il paziente da solo capisca l’importanza di terapie, orari, regimi alimentari ristretti, ecc.


Avere una malattia cronica, subire un intervento invasivo con le cui conseguenze dover convivere tutta la vita,

scoprire di essere affetti da una malattia degenerativa o da un male per il quale non esiste una vera e totale guarigione,

è la condizione in cui vivono moltissime persone e certamente è una condizione stressante.


L’aiuto psicologico competente e mirato può fare molto per migliorare la qualità della vita.


Se ti trovi nelle condizioni descritte nell’ articolo contattami per una consulenza.

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