Procrastinazione: la tendenza a rimandare!
La Gioconda di Leonardo da Vinci – Il dipinto fu iniziato probabilmente nel 1503, ma non è certa la data della sua conclusione: pare che Leonardo abbia dato l’ultima pennellata ben dieci anni dopo!

Il momento più adatto per piantare un albero era venti anni fa. Il successivo momento più adatto è oggi. (detto Zen)

Il tempo, variabile democratica e impietosa, dinamico, silenzioso (a volte), pressante (altre volte); me lo sono sempre immaginato con l’aria impassibile, una specie di Gioconda indecifrabile… tu piangi, ridi, ti arrabbi, sospiri o ti affanni, a lui/lei non importa; non ce l’ha con te è proprio che la cosa non lo riguarda!

Time management, gestione del tempo; e che vuoi gestire??!! È come dire air management o sun management!

Diciamo che, disperati e frustrati dal fatto di non poter, evidentemente, controllare l’incontrollabile, ci siamo inventati un “atteggiamento” nei confronti del tempo, un modo di porci nei confronti del tempo… non che a lui/lei interessi naturalmente!

Allora la domanda è, tu che “atteggiamento” hai quando ti si presenta la questione “tempo”?

Che poi la cosa si complica se pensiamo alle emozioni che leghiamo ad esso: la nostalgia, la preoccupazione, la trepidazione, l’angoscia, l’ansia (e che lo diciamo a fare!) ma anche la calma, la serenità, l’amore, il divertimento, la gioia…

Tutto accade NEL tempo e noi ne conserviamo dei ricordi a seconda delle emozioni e delle sensazioni che ci abbiamo ancorato.

Anche qui però facciamo tutto noi… gli attributi, i significati glieli diamo noi, lui c’è, c’è stato, ci sarà.

Carpe diem, disse qualcuno, cogli l’attimo!

C’è però chi l’attimo non lo coglie perché ha un brutto rapporto con questa entità che non capisce e dalla quale si sente sopraffatta e mette in atto un meccanismo che taglia le gambe all’autoefficacia (ve la ricordate? Se non ve la ricordate un ripassino lo potete fare qui).

Questo meccanismo è la procrastinazione, il rimandare ancora e ancora quello che a ben vedere avrebbe potuto essere fatto prima di ieri.

Secondo me non è pigrizia, è un modalità oppositiva nei confronti del tempo, come a dire: – tu scorri?! e io invece sto fermo! –

Il punto è che di questa nostra lotta interna a lui/lei non frega niente, mentre a noi ci viene l’angoscia perché le cose da fare diventano tante, troppe, che poi finisce che manca letteralmente la forza per farle.

E allora che fare? Insomma una soluzione dovremo pur trovarla, perché a lui/lei non importa, ma a noi ci complica la vita!

Allora ti rifaccio la domanda: tu che “atteggiamento” hai quando ti si presenta la questione “tempo”? come provi a gestirlo? Come ti organizzi?

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