Quattro modi efficaci di gestire l’ansia: prima parte
L’ONDA di Katsushika Hokusai (1830) –  Qui l’onda è  un mostro, un gigante che minaccia con i suoi artigli le navi agili e ardite che attraversano i mari giapponesi. Il terribile artiglio dell’oceano è così potente che sembra che minacci di divorare persino il sacro monte Fuji, rappresentato sullo sfondo.

 

La conoscenza è imparare qualcosa ogni giorno. La saggezza è lasciar andare qualcosa ogni giorno. (Detto Zen)

…lasciar andare qualcosa ogni giorno…” Quante persone vorrebbero riuscire a lasciar andare ad esempio l’ansia che le assale, a lasciarsi andare… ma chi ne soffre lo sa quanto è difficile.

Quando ti ammali d’ansia hai tanti sintomi, e dal momento che oggi i Disturbi d’ansia sono diffusissimi, anche se non sei uno psicologo ti rendi conto che di ansia si tratta.

Infatti, tachicardia, sudorazione, tremori, vista annebbiata, nodo alla gola, respiro corto, etc… sono sintomi che danno oramai a tutti la possibilità di autodiagnosticarsi questo tipo di disturbo.

La cura dei disturbi d’ansia però non tiene conto solo di questa sintomatologia fisica, perché sarebbe riduttivo intervenire soltanto su questo tipo di segnali.

E non sto dicendo che non si tiene conto di questi sintomi, anzi, vengono sicuramente segnati nel momento del colloquio diagnostico perché sono quelli che il paziente stesso riferisce, ma c’è di più…
La verità è che non ci sono solo sintomi fisici o solo sintomi psichici, piuttosto c’è un ammalarsi complessivo dell’organismo.

La metodologia della Psicoterapia Funzionale, che utilizzo nel mio lavoro, guarda proprio a questo tipo di complessità dell’organismo umano.

Ti sei mai chiesto perché i disturbi d’ansia sono così diffusi?

Prima di tutto c’è da dire una cosa che forse ti sorprenderà, e cioè che l’ansia (e non i disturbi) è un’emozione naturale e universale; è un meccanismo che appartiene al genere umano di risposta allo stress e serve ad “anticipare” la percezione di un pericolo prima ancora che si verifichi.

Dunque, è una risposta che, al suo stato naturale, è funzionale, ci serve.

È per questo che tutti noi abbiamo provato e proviamo ansia, ed è per questo che comprendiamo lo stato d’animo di chi la prova.

Questo tipo di ansia che ti protegge dalle minacce esterne e contemporaneamente ti prepara all’azione, ti rende capace di fronteggiare le difficoltà della vita e di adattarti all’ambiente.

Normali livelli di ansia sono utili per attivarti, per prepararti ad esempio a conferire per un esame o a discutere con il tuo capo, permettendoti di focalizzare la concentrazione su quello che stai per fare;

ma anche semplicemente se ti rendi conto che stai per perdere il treno, un leggero livello di ansia ti permette di accelerare il passo e di non farti distrarre da altro lungo il percorso che ti porta alla stazione!

I disturbi d’ansia invece, sono una trasformazione in negativo di questa risposta naturale che da adattiva qual’era diventa sproporzionata, irrealistica e quindi disfunzionale.

A questo punto, invece di favorire l’adattamento dell’individuo all’ambiente ne provoca al contrario il disadattamento che probabilmente ben conosci!

Ritornando ai nostri esempi, quindi, eccessivi livelli di ansia potrebbero farti andare in confusione all’esame, oppure farti avere disturbi gastrointestinali;

nel secondo esempio potrebbero portarti a sbagliare strada o a correre troppo rischiando di avere un incidente, adottando quindi un comportamento pericoloso per te stesso e per gli altri.

Nel prossimo articolo capirai meglio cosa differenzia a livello dei Funzionamenti profondi, un organismo che sta bene da uno che soffre d’ansia.

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